Uno spazio leggero e curioso dedicato agli aneddoti, ai retroscena e ai dettagli meno noti dell’opera di Pino Valenti. Piccole storie che svelano l’ingegno, lo stile e l’atmosfera delle sue produzioni.
Pino Valenti nasce a Melilli nel 1930. Fin da bambino sviluppa un immaginario vivido, nutrito da racconti, esperienze quotidiane e primi impulsi creativi che trasformano il mondo che lo circonda in scena.
Nel 1940, a dieci anni, realizza il suo primo dipinto, un gesto istintivo che anticipa una vocazione destinata a maturare negli anni, prima che la guerra cambi ogni cosa.
La Fondazione Museo Pino Valenti da Melilli ricorda Enrica Bonaccorti attraverso alcune fotografie di scena dell’originale televisivo RAI Occhi di cane azzurro di Gabriel García Márquez, con regia e scene di Pino Valenti. Un frammento di quella stagione creativa della televisione pubblica in cui letteratura, teatro e linguaggio televisivo dialogavano tra loro.
Un ricordo intimo, fragile, più importante di una fotografia perché non ferma un istante ma lo attraversa. Un biglietto custodito per tutta la vita diventa il racconto di un legame profondo tra un padre e un figlio, oltre il tempo, oltre il ruolo, oltre le opere.
Nel 1968, tra le nebbie inglesi di Norfolk, nasceva la prima serie televisiva dedicata a Sherlock Holmes, con la regia di Guglielmo Morandi e le scenografie di Pino Valenti.
Per una bambina di quattro anni quel set divenne casa, scuola e avventura: un’esperienza vissuta come famiglia, tra rigore artistico, magia cinematografica e ricordi indelebili che oggi appartengono alla storia della televisione italiana.
L’esordio televisivo di Pino Valenti in una produzione Rai del 1961 ambientata nel periodo natalizio. Attraverso foto di scena e testimonianze dell’epoca, raccontiamo una televisione in formazione, dove la scenografia diventa parte viva del racconto.
Questa foto riapre la porta della vecchia RAI di via Cerda, a Palermo, dove la televisione era un mestiere fatto di menti, ingegno, collaborazione, lavoro di squadra e tempi millimetrici. Al banco regia, tra Pino Valenti e Anna Maria Gambineri, rivive un’epoca in cui ogni produzione nasceva dal calore umano prima che dalla tecnologia.
Una fotografia del 1970 ci riporta negli anni d’oro del CPTV di Napoli, quando Pino Valenti costruiva città che esistevano solo per l’occhio della telecamera. In quel vicolo inventato per L’incredibile signor Van Meegeren rivive la magia artigianale con cui trasformava l’immaginario in una realtà che viveva soltanto sullo schermo.
Nel 1968 la Rai portò in scena Le avventure di Sherlock Holmes, con Nando Gazzolo e la scenografia firmata da Pino Valenti. Negli studi del CPTV di Napoli prese vita la stanza di Baker Street, ricostruita con sorprendente fedeltà, mentre la celebre vestaglia del detective, ispirata a un indumento visto a Londra, divenne icona sul piccolo schermo italiano.
Prima che il Centro di Produzione Rai di Napoli fosse completato, le riprese si adattavano a spazi improvvisati. In “Piccolo amico”, tratto dal romanzo di William Cowen, Pino Valenti firmava la scenografia.