Uno spazio leggero e curioso dedicato agli aneddoti, ai retroscena e ai dettagli meno noti dell’opera di Pino Valenti. Piccole storie che svelano l’ingegno, lo stile e l’atmosfera delle sue produzioni.
Nel marzo del 1968 Pino Valenti è a Londra, alloggiato al Royal Lancaster London, per i sopralluoghi degli episodi de Le avventure di Sherlock Holmes. Adele mia carissima, il viaggio è stato ottimo, con un bel sole che ha smentito la nebbia londinese. Non ho sofferto quindi, ma solo mi sento stanco! Londra è meravigliosamente…
Nel 1966, anno di svolta per lo sceneggiato Rai, Pino Valenti intensifica la sua attività scenografica firmando numerose importanti produzioni televisive. Tra queste “Madame Curie”, diretta da Guglielmo Morandi, con il quale instaura una profonda intesa artistica. Una collaborazione che testimonia il ruolo sempre più centrale della scenografia nella costruzione visiva e narrativa della nuova televisione italiana.
Nel 1966 Pino Valenti firma le scene di Melissa, celebre sceneggiato Rai in sei puntate tratto dall’opera di Francis Durbridge e diretto da Daniele D’Anza. Le sue scenografie contribuiscono a costruire l’atmosfera britannica del giallo, con interni ricercati e un linguaggio visivo moderno per la televisione dell’epoca. Melissa diventa un vero fenomeno televisivo, seguito da quasi dieci milioni di spettatori e ricordato anche per l’espediente dei diversi finali realizzati da D’Anza per mantenere segreta fino all’ultimo la soluzione del mistero.
Nel 1966 la RAI porta sul piccolo schermo Luisa Sanfelice, uno dei grandi sceneggiati della stagione d’oro della televisione italiana. A firmarne le scene è Pino Valenti, che ricostruirà una Napoli di fine Settecento lontana dagli stereotipi figurativi più consueti. La sua è una città bianca, calcinosa e solare, nella quale il rigore della ricostruzione storica diventa anche scelta espressiva.
Nel 1965 Pino Valenti firma le scene dello storico I ciclo televisivo shakespeariano Tutto il mondo è un teatro, in 7 trasmissioni. I puntata: La ruota dei re II puntata: L’Amore III puntata: La vendetta IV puntata: La foresta di Arden V puntata: La notte di re Lear VI puntata: Buffoni, cortigiani, tagliaborse VII puntata: Il capo e il popolo… Temi e personaggi…
Dietro le scenografie della RAI degli anni Sessanta si nascondeva un universo di competenze che andava ben oltre la creatività. Questa volta vi raccontiamo come nascevano le produzioni televisive dell’epoca, dalla progettazione delle scenografie alle prove macchina, dal ruolo delle telecamere Marconi all’utilizzo del Telecinema per trasformare la pellicola in immagini televisive.
Tra il 1961 e il 1964 Pino Valenti afferma il proprio talento in RAI firmando le scenografie di produzioni come Piccolo Amico, Pel di Carota e Parole e Musica. Nel 1964 vince il concorso RAI ed entra stabilmente come scenografo progettista, contribuendo con il suo linguaggio visivo all’evoluzione della scenografia televisiva italiana.
Nel 1958 Pino Valenti entra alla Rai di Napoli, partecipando alla stagione pionieristica della televisione italiana. Tra scenografie, cartelli grafici, titoli e allestimenti per la Propaganda e Sviluppo, contribuisce alla diffusione del nuovo mezzo televisivo in Italia. Un’esperienza vissuta tra il garage di Pizzo Falcone e i primi studi televisivi. Una squadra di professionisti che avrebbero costruito il futuro della Rai.
Nel 1954 la critica riconosce il talento del giovane Pino Valenti, evidenziandone la capacità di fondere realtà e immaginazione. L’incontro con il regista Alessandro Blasetti nei teatri di posa di Cinecittà segna una svolta decisiva nel suo percorso. Nasce così la vocazione per la scenografia, destinata a diventare il centro della sua attività artistica e professionale.
Nel clima straordinario della Roma del Dopoguerra, tra via Margutta e via del Babuino, Pino Valenti costruisce la propria formazione artistica a contatto con protagonisti della cultura italiana come Renato Guttuso e Giulio Carlo Argan. Tra atelier, gallerie d’arte e fermenti intellettuali, nasce una pittura figurativa originale, capace di raccontare le inquietudini e le trasformazioni di un’intera epoca.