Uno spazio leggero e curioso dedicato agli aneddoti, ai retroscena e ai dettagli meno noti dell’opera di Pino Valenti. Piccole storie che svelano l’ingegno, lo stile e l’atmosfera delle sue produzioni.
Tra il 1961 e il 1964 Pino Valenti afferma il proprio talento in RAI firmando le scenografie di produzioni come Piccolo Amico, Pel di Carota e Parole e Musica. Nel 1964 vince il concorso RAI ed entra stabilmente come scenografo progettista, contribuendo con il suo linguaggio visivo all’evoluzione della scenografia televisiva italiana.
Nel 1958 Pino Valenti entra alla Rai di Napoli, partecipando alla stagione pionieristica della televisione italiana. Tra scenografie, cartelli grafici, titoli e allestimenti per la Propaganda e Sviluppo, contribuisce alla diffusione del nuovo mezzo televisivo in Italia. Un’esperienza vissuta tra il garage di Pizzo Falcone e i primi studi televisivi. Una squadra di professionisti che avrebbero costruito il futuro della Rai.
Nel 1954 la critica riconosce il talento del giovane Pino Valenti, evidenziandone la capacità di fondere realtà e immaginazione. L’incontro con il regista Alessandro Blasetti nei teatri di posa di Cinecittà segna una svolta decisiva nel suo percorso. Nasce così la vocazione per la scenografia, destinata a diventare il centro della sua attività artistica e professionale.
Nel clima straordinario della Roma del Dopoguerra, tra via Margutta e via del Babuino, Pino Valenti costruisce la propria formazione artistica a contatto con protagonisti della cultura italiana come Renato Guttuso e Giulio Carlo Argan. Tra atelier, gallerie d’arte e fermenti intellettuali, nasce una pittura figurativa originale, capace di raccontare le inquietudini e le trasformazioni di un’intera epoca.
Nel gennaio del 1955 Pino Valenti lascia Melilli e parte per Roma con una valigia piena di sogni, dopo gli anni difficili della guerra e gli studi di Architettura a Catania. Nei suoi Diari racconta il viaggio dal Sud verso la Capitale come un passaggio decisivo della propria formazione umana e artistica.
Pino Valenti, per i 600 anni dal ritrovamento del Simulacro di San Sebastiano, nel 2014, donò alla Basilica di San Sebastiano l’opera “IL MIRACOLO DELLO STENTINO” con la seguente dedicatoria: A Te che da lungo tempo hai insegnato alla nostra famiglia la custodia dell’Amore, devoti da sempre, doniamo questa mia opera, frutto di quella “appassionata…
Sono gli anni del liceo scientifico a Catania, dove eccelle nel disegno architettonico e a mano libera. Ma è uno studente inquieto, uno di quelli che non si lasciano imbrigliare. Era curioso e fuori dagli schemi, amava profondamente la classicità, il mito, la poesia e la storia dell’arte, particolarmente quella rinascimentale.
E’ l’alba del 10 luglio 1943. Ha inizio l’operazione Husky, con lo sbarco delle Forze Alleate lungo la costa sud-orientale della Sicilia. Come mosche su un favo di miele, centinaia di mezzi e navi da sbarco oscurano la Marina di Melilli. Agli occhi di un adolescente, questa oscura minaccia frammenta la dimensione della fanciullezza, l’idilliaco…
Pino Valenti nasce a Melilli nel 1930. Fin da bambino sviluppa un immaginario vivido, nutrito da racconti, esperienze quotidiane e primi impulsi creativi che trasformano il mondo che lo circonda in scena.
Nel 1940, a dieci anni, realizza il suo primo dipinto, un gesto istintivo che anticipa una vocazione destinata a maturare negli anni, prima che la guerra cambi ogni cosa.
La Fondazione Museo Pino Valenti da Melilli ricorda Enrica Bonaccorti attraverso alcune fotografie di scena dell’originale televisivo RAI Occhi di cane azzurro di Gabriel García Márquez, con regia e scene di Pino Valenti. Un frammento di quella stagione creativa della televisione pubblica in cui letteratura, teatro e linguaggio televisivo dialogavano tra loro.