L’anno 1966 segna una svolta per lo sceneggiato Rai. Trasformazioni tecniche, registiche e narrative conducono il linguaggio televisivo verso nuove sfide e frontiere visive.
Proprio in quell’anno si intensifica l’attività scenografica di Pino Valenti che contribuirà a quella svolta, firmando oltre a Luisa Sanfelice e Melissa, le scenografie di molte altre importanti produzioni tra cui Il Re di Giorgio Prosperi per la regia di Silverio Blasi con Massimo Girotti e Umberto Orsini; L’orologio a cucù, di Alberto Donini, per la regia di Silverio Blasi, con Stefano Satta Flores, Regina Bianchi,Turi Ferro, Aldo Giuffrè; Una Cenerentola alla moda, di Rodolfo Eger, per la regia di Italo Alfaro, con Lia Zoppelli, Carlo Giuffré; Gavaut Minard e Soci, di Edmond Gondinet, per la regia di Davide Montemurri, con Franco Volpi, Franco Scandurra, Valeria Valeri.
Una nuova generazione di attori formati per il teatro e per il grande e piccolo schermo contribuisce a introdurre uno stile recitativo dinamico, più funzionale al mezzo televisivo.
La Compagnia di prosa “I Nuovi” diretta da Guglielmo Morandi, che aveva debuttato in TV già dal 1963, proprio con Pino Valenti nello sceneggiato Grandezza Naturale, contribuì a formare questa nuova importante generazione di attori.
E per Guglielmo Morandi Pino Valenti firmerà le scene di produzioni di successo, istaurando una solida intesa artistica e professionale.
Fu il caso di Madame Curie (1966) adattamento di Alfio Valdarnini, per la regia di Guglielmo Morandi, con Ileana Ghione e Raoul Grassilli.
È una delle prime figure di grandi scienziati che la televisione italiana si accinge a presentare sul video e l’impresa è interessante
Così un cronista de Il Corriere della Sera annunciava l’inizio delle riprese negli studi televisivi di Napoli dello sceneggiato Madame Curie, ricostruzione in tre puntate della vita della grande scienziata, affidata alla regia di uno dei primi registi televisivi italiani, che scelse uno dei più ricercati scenografi, Pino Valenti, definendo così la loro intesa artistica:
… una delle esperienze professionali più interessanti del mio lavoro di regista … Non è stato occasionale il bisogno di scendere più spesso possibile nelle sale di premontaggio delle scene ideate da Pino Valenti, con toccante impegno, per trovare non dico ispirazione … ma quotidiana suggerimento all’impostazione dei movimenti del personaggio Maria perché risultasse soprattutto una donna … Un microcosmo insomma, nel quale lo spettatore potesse collocare il personaggio, ascoltare il respiro delle sue ansie, credere nelle sue lacrime …

