Si intensifica la collaborazione a contratto in RAI e nel 1961 Pino Valenti firma le scene di Piccolo Amico (1961) che, insieme a Le acque della luna, inaugura la stagione della prosa della RAI.
Nel 1963 è la volta di Pel di Carota di Jules Renard, per la regia di Silverio Blasi, in cui esordisce un giovanissimo Roberto Chevalier nella parte del protagonista.
… La scenografia è stata di Pino Valenti, in perfetto equilibrio con le esigenze del testo e della regia. Particolarmente riuscita una sequenza iniziale in cui un intelligente sottofondo musicale ha accompagnato un violentissimo temporale realizzato tutto in studio … (Il Mattino, 30.08.1963)
Nel 1964 Pino Valenti vince il concorso in RAI. Sarà assunto in pianta stabile come scenografo progettista e arredatore il 2 ottobre dello stesso anno.
Così Francesco Pinto scrive dei professionisti protagonisti di quella gloriosa stagione della RAI:
“Si tratta di lavoratori tutti assunti per concorso e una scelta così orientata la dice lunga sulla differenza tra la formazione del personale RAI e gli altri componenti dell’industria culturale, come ad esempio quella cinematografica e teatrale. La spiegazione non è solo ascrivibile alla necessità di avere forti competenze tecniche(…) ma anche un’idea di una selezione “alta” in modo da far convergere nella nuova Azienda una vera e propria élite(…) una vera e propria aristocrazia (…) la creazione di un patrimonio di risorse professionali unico in Italia.”
Nello stesso anno firma le scene di Parole e musica (programma musicale in cinque puntate), a cura di Achille Millo, con Ilaria Occhini, elaborazioni musicali di Bruno Nicolai, per la regia di Marcella Curti Gialdino:
1. – George Gershwin di New York, testi scelti e presentati da Wiliam Weawer, con Sergio Endrigo, Lilian Terry, Henry Wright.
2. – Parigi 1900– testi scelti e presentati da Filippo Crivelli, con Françoise, Paolo Poli e Franca Tamantini.
3. – Il mondo nelle Sue mani, testi scelti e presentati da S.G. Biamonte, con Orietta Berti, Peter Tevis, e il Complesso Folk Studio Spiritual Singers.
4. – Ritratto di Léo Ferré– con Françoise e Gino Paoli.
5. – La frontiera della pace-testi scelti e presentati da Roberto Leydi, con Guido De Salvi, Margot, Illy, Guido Russo e Peter Tevis.
Così scrive Pino Valenti di questa esperienza:
Durante le riunioni con la regista Marcella Curti Gialdino nacque l’esigenza di trattare le parole che si accompagnavano alla musica nelle varie realtà nazionali che contribuivano a portare le tradizioni più autentiche delle canzoni. Con la regista l’intento fu di produrre immagini, poesia e musica, per cogliere almeno gradimenti, commozioni, per quell’essenziale dualismo parola e musica. Per questo la scenografia era l’interpretazione, nella forma dell’immagine, dei contenuti di autori, poeti e musicisti impegnati come “autori della vita civile”, impegnati nella descrizione popolare delle qualità eterne dell’anima. Inquadrature/ritratti , questa, secondo me, fu la funzione della Scenografia in quella circostanza.
Per Parole e Musica così annotava il Radiocorriere TV:
… Unica, per tutta la serie di trasmissioni, la scena del Valenti riproduce un ambiente “essenziale” … che prevede l’innesto di elementi mobili di volta in volta diversi a seconda del tema trattato. In tale ambiente, per cinque settimane, sarà di casa la poesia. (Radiocorriere Tv, Mario Busiello).
La canzone italiana entrava nel piccolo schermo in una forma narrata scenicamente. Si trattò di sperimentare in TV l’antica formula del “teatro canzone” in una veste moderna, in cui immagine e parola cantata, attraverso la simultaneità sincrona video e audio, definivano la rappresentazione di un racconto in musica.

